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Il Manno · Scheda della raccolta

Santi

· Volume 28, pagina 169

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La famiglia nella fonte

Arma
Il primo che trasmigrò fu Francesco, detto conte nelle lettere Patenti della Principessa – Badessa Imperiale di Herfordt, Sofia Carlotta di Curlandia, quanto lo nominava Gran Maresciallo della Corte di Assia – Hembourg (15 – 26, marzo 1718). Furono confermati conti per decreti (1801, 12 febbraio; 1850, 12 gennaio; 1886, 15dicembre) dal Senato dirigente, colle arme (Ermerin, Noblesse titrèe de Russie; Soran; N.L. senza anno, 258): partito: al 1° d’azzurro allo scaglione sormontato da un tau, il tutto d’oro; al 2° troncato: sopra; d’oro all’aquila di nero, sotto; di nero, alle sbarra d’oro, carica di tre aquilotti del campo. Cimiero: Leone nascente, tenente una corona d’alloro. Sostegni: Due leoni.
Un ramo faceva per arme:
Di rosso alla banda d’argento, carica di tre crocette d’azzurro; col capo d’oro all’aquila di nero. Motto: NON. VI. SED. VIRTUTE. (a).
Un altro ramo consegnava; troncato di verde e di azzurro alla fascia, partita di argento e di rosso, sulla partizione: il 1° al palo accompagnato da due gigli, il tutto d’argento: il 2° allo scaglione accompagnato, a destra, da una mezzaluna crescente accompagnata da tre stelle; a sinistra da un giglio, il tutto d’argento, ed in punta da un leoncino d’oro. (b).
Lo stemma era prodotto (1687, 10 settembre) da Cristoforo Mattia; consigliere e segretario di Stato e Finanze e dell’Accademia di Bella Lettere di Sua Altezza Reale e ne aveva ottenuta la concessione (1684, 20 gennaio).
Trascrizione
Famglia antica, da Poirino, molto diramata e così a Saluzzo, a Pinerolo, in Torino. Ha memorie risalenti al secolo XIII, ma con varia fortuna di stati e mai eminenti. Non posso dire se i de Santi che stanno in Russia, provengono, come è probabile, dal Piemonte.
Consegnavale (1687, 7 luglio) Giuseppe Antonio, sarto in Torino, che ne aveva ottenuta la concessione (1685, 12 dicembre). E’ probabile che discendessero i Santi di Poirino che ebbero: Giuseppe, uditore generale di guerra, con titolo di presidente (1830, 13 aprile), e Camillo, grande ufficiale SS. Maurizio e Lazzaro, e Consigliere nella Corte dei Conti (+ Firenze, 19 gennaio 1872). Per il ramo finito nei Cigna, confronta Miscellanea Vernazza. Biblioteca S. Maestà 13, Poirino n. 62.

Un Gian Francesco, cittadino di Torino, fu Mastro Uditore camerale (1620, 13 aprile; Patenti 36, 268 v).


(a) – Consegnamento 1687, II, 6 v.
(b) – Consegnamento 1687, II, 149 v.
Testo completo della scheda storica
Famglia antica, da Poirino, molto diramata e così a Saluzzo, a Pinerolo, in Torino. Ha memorie risalenti al secolo XIII, ma con varia fortuna di stati e mai eminenti. Non posso dire se i de Santi che stanno in Russia, provengono, come è probabile, dal Piemonte.
Consegnavale (1687, 7 luglio) Giuseppe Antonio, sarto in Torino, che ne aveva ottenuta la concessione (1685, 12 dicembre). E’ probabile che discendessero i Santi di Poirino che ebbero: Giuseppe, uditore generale di guerra, con titolo di presidente (1830, 13 aprile), e Camillo, grande ufficiale SS. Maurizio e Lazzaro, e Consigliere nella Corte dei Conti (+ Firenze, 19 gennaio 1872). Per il ramo finito nei Cigna, confronta Miscellanea Vernazza. Biblioteca S. Maestà 13, Poirino n. 62.

Un Gian Francesco, cittadino di Torino, fu Mastro Uditore camerale (1620, 13 aprile; Patenti 36, 268 v).


(a) – Consegnamento 1687, II, 6 v.
(b) – Consegnamento 1687, II, 149 v.

Il primo che trasmigrò fu Francesco, detto conte nelle lettere Patenti della Principessa – Badessa Imperiale di Herfordt, Sofia Carlotta di Curlandia, quanto lo nominava Gran Maresciallo della Corte di Assia – Hembourg (15 – 26, marzo 1718). Furono confermati conti per decreti (1801, 12 febbraio; 1850, 12 gennaio; 1886, 15dicembre) dal Senato dirigente, colle arme (Ermerin, Noblesse titrèe de Russie; Soran; N.L. senza anno, 258): partito: al 1° d’azzurro allo scaglione sormontato da un tau, il tutto d’oro; al 2° troncato: sopra; d’oro all’aquila di nero, sotto; di nero, alle sbarra d’oro, carica di tre aquilotti del campo. Cimiero: Leone nascente, tenente una corona d’alloro. Sostegni: Due leoni.
Un ramo faceva per arme:
Di rosso alla banda d’argento, carica di tre crocette d’azzurro; col capo d’oro all’aquila di nero. Motto: NON. VI. SED. VIRTUTE. (a).
Un altro ramo consegnava; troncato di verde e di azzurro alla fascia, partita di argento e di rosso, sulla partizione: il 1° al palo accompagnato da due gigli, il tutto d’argento: il 2° allo scaglione accompagnato, a destra, da una mezzaluna crescente accompagnata da tre stelle; a sinistra da un giglio, il tutto d’argento, ed in punta da un leoncino d’oro. (b).
Lo stemma era prodotto (1687, 10 settembre) da Cristoforo Mattia; consigliere e segretario di Stato e Finanze e dell’Accademia di Bella Lettere di Sua Altezza Reale e ne aveva ottenuta la concessione (1684, 20 gennaio).