La voce del Blasonario
A cura di Federico Bona · testo dalla copia del 13 novembre 2024, immagini recuperate dalla fonte pubblica e dalla copia archivistica, con aggiornamenti al 16 ottobre 2026. Varianti, attribuzioni e riferimenti sono quelli della fonte.
Barbaroux (da Colmar, in Cuneo e Torino) |
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conti (1815) |
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Dazzurro, al levriere dargento, ritto, collarinato di rosso e fibbiato doro [Manno] |
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Dargento, alla banda di azzurro, carica di tre rose del campo, accompagnate da due barbi, di rosso, posti in fascia [Manno, segnalando lettere di concessione di stemma del 1708] |
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motto: GRATIA OBVIA |
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Probabilmente apparteneva a un ramo di questa famiglia il banchiere Giovan Battista Barbaroux, la cui arma è rappresentata a villa Audifredi di Mortigliengo in Grugliasco e al cimitero monumentale di Torino. Al momento però non ho trovato documenti relativi a un'eventuale concessione d'arma. |
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Di rosso, allo scaglione d'azzurro, accompagnato da tre teste d'uomo barbuto e posto di fronte, al naturale, 2, 1, con il capo d'oro, carico di un'aquila coronata di nero |
Le immagini sono conservate e consultabili su Vivant. Le indicazioni contrassegnate con * rinviano al volume «Onore Colore Identità», con le integrazioni curate da Gustavo Mola di Nomaglio e Roberto Sandri-Giachino.