La famiglia nella fonte
- Origine e dimora
- Di Bardonecchia, Atenolfi
- Condizione
- Estinti
- Arma
- D’argento, inferriato di rosso, inchiodato d’oro; col capo d’oro, carico di un’aquila di nero, nascente, linguata di rosso. (a)
Motto dell’arma: TVTVM. FORTI. PRAESIDIVM. VIRTVS. - Trascrizione
- Di Bardonecchia, Atenolfi.
Antichi signori di Bardonneche, con titolo viscontile.
Potenti nelle corti dei Marchesi di Susa e dei Delfini di Vienna. Signori di Givoletto, di Bussoleno, di Chianoc, ecc. Presero il nome dalla valle che dominavano e se ne hanno notizie certe dal secolo XI. Lasciarono buona fama di pietà e generosità; poco s’intinsero nella pece comune delle discordie sanguinose fra le famiglie e le parti. (b) Finirono con Chiara che sposò Aimone Jouffroy d’Henricy de Sainte-Cécile. Questi vendettero Bardonneche alla comunità (1670, 1684). Il cav. Benedetto di Vesme esprime il dubbio che sia una famiglia Anscarica.
Giovanni, inv. di beni fd. (1344, 8 giugno; prot. 24, 32).
Giordanino, castellano di Exilles, padre di Francesco che, con altri, cede Givoletto ai Canalis (1334).
Giovanni, detto Atenolfo, inv. di Chianoc (1336, 1344; prot. 14, 11, 25, 17).
Ugo, detto Atenulfi, inv. di Chianoc (1347; prot. 41, 46).
Brunone, di Einardo, inv. di Bussoleno (1392, 28 ottobre; prot. 60, 91).
Giacomo, gentiluomo di camera (1535, 22 agosto; prot. 213, 156).
(a) - Nei Fiori di Blasoneria il capo è d’oro pieno; cf. FORAS, Nobiliaire, I, 120.
(b) - DES AMBROIS, Notice de Bardonneche; CHIAPUSSO, Famiglie Segusine, 147; Chart. Ulciense; passim. cf. BOREL D’HAUTERIVE, Annuaire Noblesse; XXIV, 122.
Testo completo della scheda storica
Estinti
Di Bardonecchia, Atenolfi.
Antichi signori di Bardonneche, con titolo viscontile.
Potenti nelle corti dei Marchesi di Susa e dei Delfini di Vienna. Signori di Givoletto, di Bussoleno, di Chianoc, ecc. Presero il nome dalla valle che dominavano e se ne hanno notizie certe dal secolo XI. Lasciarono buona fama di pietà e generosità; poco s’intinsero nella pece comune delle discordie sanguinose fra le famiglie e le parti. (b) Finirono con Chiara che sposò Aimone Jouffroy d’Henricy de Sainte-Cécile. Questi vendettero Bardonneche alla comunità (1670, 1684). Il cav. Benedetto di Vesme esprime il dubbio che sia una famiglia Anscarica.
Giovanni, inv. di beni fd. (1344, 8 giugno; prot. 24, 32).
Giordanino, castellano di Exilles, padre di Francesco che, con altri, cede Givoletto ai Canalis (1334).
Giovanni, detto Atenolfo, inv. di Chianoc (1336, 1344; prot. 14, 11, 25, 17).
Ugo, detto Atenulfi, inv. di Chianoc (1347; prot. 41, 46).
Brunone, di Einardo, inv. di Bussoleno (1392, 28 ottobre; prot. 60, 91).
Giacomo, gentiluomo di camera (1535, 22 agosto; prot. 213, 156).
(a) - Nei Fiori di Blasoneria il capo è d’oro pieno; cf. FORAS, Nobiliaire, I, 120.
(b) - DES AMBROIS, Notice de Bardonneche; CHIAPUSSO, Famiglie Segusine, 147; Chart. Ulciense; passim. cf. BOREL D’HAUTERIVE, Annuaire Noblesse; XXIV, 122.
D’argento, inferriato di rosso, inchiodato d’oro; col capo d’oro, carico di un’aquila di nero, nascente, linguata di rosso. (a)
Motto dell’arma: TVTVM. FORTI. PRAESIDIVM. VIRTVS.
Di Bardonecchia, Atenolfi.
Antichi signori di Bardonneche, con titolo viscontile.
Potenti nelle corti dei Marchesi di Susa e dei Delfini di Vienna. Signori di Givoletto, di Bussoleno, di Chianoc, ecc. Presero il nome dalla valle che dominavano e se ne hanno notizie certe dal secolo XI. Lasciarono buona fama di pietà e generosità; poco s’intinsero nella pece comune delle discordie sanguinose fra le famiglie e le parti. (b) Finirono con Chiara che sposò Aimone Jouffroy d’Henricy de Sainte-Cécile. Questi vendettero Bardonneche alla comunità (1670, 1684). Il cav. Benedetto di Vesme esprime il dubbio che sia una famiglia Anscarica.
Giovanni, inv. di beni fd. (1344, 8 giugno; prot. 24, 32).
Giordanino, castellano di Exilles, padre di Francesco che, con altri, cede Givoletto ai Canalis (1334).
Giovanni, detto Atenolfo, inv. di Chianoc (1336, 1344; prot. 14, 11, 25, 17).
Ugo, detto Atenulfi, inv. di Chianoc (1347; prot. 41, 46).
Brunone, di Einardo, inv. di Bussoleno (1392, 28 ottobre; prot. 60, 91).
Giacomo, gentiluomo di camera (1535, 22 agosto; prot. 213, 156).
(a) - Nei Fiori di Blasoneria il capo è d’oro pieno; cf. FORAS, Nobiliaire, I, 120.
(b) - DES AMBROIS, Notice de Bardonneche; CHIAPUSSO, Famiglie Segusine, 147; Chart. Ulciense; passim. cf. BOREL D’HAUTERIVE, Annuaire Noblesse; XXIV, 122.
D’argento, inferriato di rosso, inchiodato d’oro; col capo d’oro, carico di un’aquila di nero, nascente, linguata di rosso. (a)
Motto dell’arma: TVTVM. FORTI. PRAESIDIVM. VIRTVS.
VIVANT