La famiglia nella fonte
- Origine e dimora
- Antichi signori di Barge
- Condizione
- Estinti
- Arma
- Trinciato di rosso e d’oro.
- Trascrizione
- Antichi signori di Barge.
Consortile di varie famiglie, assai probabilmente d’un ceppo (a), tutte compartecipanti al feudo di Barge e distinti cogli agnoni: Achiardi (Aicardi), Anselmi, Barletti, Catalano, de Castro, Enganna, Pagnoni, Tortella e Vala (vedi). Tutti, meno i Barletti, tenevano ancora (1390) le loro porzioni di giurisdizione. Parteggiavano per i Ghibellini e Federico II, imperatore, li fece ascrivere (1220) alla cittadinanza di Torino. Questi De Barge ed anche Bargis erano consignori di Cantogno;
Antonio, inv.; i suoi figli Percivalle e Amblardo, inv. (1328, 19 agosto) ed anche consignori di Soave, La Manta e Bagnolo.
Buono, vicario di Torino pel principe d’Acaia (1324). Il cav. di Vesme li dice “senza alcun dubbio tralcio dei signori di Sarmatorio e di Monfalcone, epperciò discendenti di Alineo e quindi visconti arduinici del comitato di Auriate”. (Feudal. nel Pincrolese, 66).
Del ramo Catalano:
Carlo Giulio, sp. (Torino, S. Gio., 13 febb. 1666) Eleonora Tana.
Anselmo, sp. (Torino, S. Gio., 7 luglio 1666) Lucia Guelpa.
(a) - Corona reale, I, 308. Cf. Descr. Piem. ms. II, 14.
Testo completo della scheda storica
Estinti
Antichi signori di Barge.
Consortile di varie famiglie, assai probabilmente d’un ceppo (a), tutte compartecipanti al feudo di Barge e distinti cogli agnoni: Achiardi (Aicardi), Anselmi, Barletti, Catalano, de Castro, Enganna, Pagnoni, Tortella e Vala (vedi). Tutti, meno i Barletti, tenevano ancora (1390) le loro porzioni di giurisdizione. Parteggiavano per i Ghibellini e Federico II, imperatore, li fece ascrivere (1220) alla cittadinanza di Torino. Questi De Barge ed anche Bargis erano consignori di Cantogno;
Antonio, inv.; i suoi figli Percivalle e Amblardo, inv. (1328, 19 agosto) ed anche consignori di Soave, La Manta e Bagnolo.
Buono, vicario di Torino pel principe d’Acaia (1324). Il cav. di Vesme li dice “senza alcun dubbio tralcio dei signori di Sarmatorio e di Monfalcone, epperciò discendenti di Alineo e quindi visconti arduinici del comitato di Auriate”. (Feudal. nel Pincrolese, 66).
Del ramo Catalano:
Carlo Giulio, sp. (Torino, S. Gio., 13 febb. 1666) Eleonora Tana.
Anselmo, sp. (Torino, S. Gio., 7 luglio 1666) Lucia Guelpa.
(a) - Corona reale, I, 308. Cf. Descr. Piem. ms. II, 14.
Trinciato di rosso e d’oro.
Antichi signori di Barge.
Consortile di varie famiglie, assai probabilmente d’un ceppo (a), tutte compartecipanti al feudo di Barge e distinti cogli agnoni: Achiardi (Aicardi), Anselmi, Barletti, Catalano, de Castro, Enganna, Pagnoni, Tortella e Vala (vedi). Tutti, meno i Barletti, tenevano ancora (1390) le loro porzioni di giurisdizione. Parteggiavano per i Ghibellini e Federico II, imperatore, li fece ascrivere (1220) alla cittadinanza di Torino. Questi De Barge ed anche Bargis erano consignori di Cantogno;
Antonio, inv.; i suoi figli Percivalle e Amblardo, inv. (1328, 19 agosto) ed anche consignori di Soave, La Manta e Bagnolo.
Buono, vicario di Torino pel principe d’Acaia (1324). Il cav. di Vesme li dice “senza alcun dubbio tralcio dei signori di Sarmatorio e di Monfalcone, epperciò discendenti di Alineo e quindi visconti arduinici del comitato di Auriate”. (Feudal. nel Pincrolese, 66).
Del ramo Catalano:
Carlo Giulio, sp. (Torino, S. Gio., 13 febb. 1666) Eleonora Tana.
Anselmo, sp. (Torino, S. Gio., 7 luglio 1666) Lucia Guelpa.
(a) - Corona reale, I, 308. Cf. Descr. Piem. ms. II, 14.
Trinciato di rosso e d’oro.
VIVANT