La famiglia nella fonte
- Origine e dimora
- Signori di Bagnolo
- Condizione
- Estinti
- Trascrizione
- Signori di Bagnolo.
Antichi signori di Bagnolo, dal quale feudo presero il nome. Moltiplicatisi, si distinsero in vari cognomi.
Da un Alberto vennero gli Albertenghi, da un Pepino i Pepi, da un Toloso i Tolosani o Torosani. Per cause ignote, assunsero pure le denominazioni di Rava, Paparella, De Zera, De Ovibus (vedi questi nomi). (a)
Tenevano, da principio, la signoria in retrofeudo dai Luserna, poi furono feudatari del principe ed ebbero signoria su Macello, Bibiana e Racconigi. Vi è memoria dei loro mali trattamenti contro i pellegrini che, per divozione, si recavano alla Madonna del Becetto, onde n’ebbero offese dai Vercellesi che li fecero scendere a patti nel 1219. (b)
Corrado, giudice a Genova (1221).
Alberto, balio della Savoia (1274).
Ruffino, abate di Cavour (1277).
Michele, abate di Rivalta (1340).
Vigliaccio, interviene (1356) col conte di Savoia in una lega col marchese di Monferrato.
(a) - Secondo il cav. Benedetto di Vesme, non è impossibile che sianoun ramo dei signori di Bra, detti Braida.
(b) - DELLA CHIESA, Descr. Piem., ms. II, 20.
Testo completo della scheda storica
Estinti
Signori di Bagnolo.
Antichi signori di Bagnolo, dal quale feudo presero il nome. Moltiplicatisi, si distinsero in vari cognomi.
Da un Alberto vennero gli Albertenghi, da un Pepino i Pepi, da un Toloso i Tolosani o Torosani. Per cause ignote, assunsero pure le denominazioni di Rava, Paparella, De Zera, De Ovibus (vedi questi nomi). (a)
Tenevano, da principio, la signoria in retrofeudo dai Luserna, poi furono feudatari del principe ed ebbero signoria su Macello, Bibiana e Racconigi. Vi è memoria dei loro mali trattamenti contro i pellegrini che, per divozione, si recavano alla Madonna del Becetto, onde n’ebbero offese dai Vercellesi che li fecero scendere a patti nel 1219. (b)
Corrado, giudice a Genova (1221).
Alberto, balio della Savoia (1274).
Ruffino, abate di Cavour (1277).
Michele, abate di Rivalta (1340).
Vigliaccio, interviene (1356) col conte di Savoia in una lega col marchese di Monferrato.
(a) - Secondo il cav. Benedetto di Vesme, non è impossibile che sianoun ramo dei signori di Bra, detti Braida.
(b) - DELLA CHIESA, Descr. Piem., ms. II, 20.
Signori di Bagnolo.
Antichi signori di Bagnolo, dal quale feudo presero il nome. Moltiplicatisi, si distinsero in vari cognomi.
Da un Alberto vennero gli Albertenghi, da un Pepino i Pepi, da un Toloso i Tolosani o Torosani. Per cause ignote, assunsero pure le denominazioni di Rava, Paparella, De Zera, De Ovibus (vedi questi nomi). (a)
Tenevano, da principio, la signoria in retrofeudo dai Luserna, poi furono feudatari del principe ed ebbero signoria su Macello, Bibiana e Racconigi. Vi è memoria dei loro mali trattamenti contro i pellegrini che, per divozione, si recavano alla Madonna del Becetto, onde n’ebbero offese dai Vercellesi che li fecero scendere a patti nel 1219. (b)
Corrado, giudice a Genova (1221).
Alberto, balio della Savoia (1274).
Ruffino, abate di Cavour (1277).
Michele, abate di Rivalta (1340).
Vigliaccio, interviene (1356) col conte di Savoia in una lega col marchese di Monferrato.
(a) - Secondo il cav. Benedetto di Vesme, non è impossibile che sianoun ramo dei signori di Bra, detti Braida.
(b) - DELLA CHIESA, Descr. Piem., ms. II, 20.
VIVANT