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Il Manno · Scheda della raccolta

Guiscardi (Viscardi, Viscardo)

Da Vercelli, in Brianzè e Casale · Volume 14, pagina 683

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La famiglia nella fonte

Origine e dimora
Da Vercelli, in Brianzè e Casale
Condizione
Estinti
Arma
Troncato di rosso e d’argento al leone dall’uno all’altro che inquartarono con un bandato di rosso e d’argento e sostituirono anche coll’arma pura dei San Martino.
Trascrizione
Da Vercelli, in Brianzè e Casale.
Marchesi di Cerro, Baldesco e Fubine, conti di Villanova (Monferrato), signori di Terruggia.
Compariscono, antichissimi, nel Vercellese, facendo parte coi Ghibellini. Un ramo ebbe signoria su Vische e si confuse coi San Martino, dopo il matrimonio di Bertoldo (1390) con Caterina San Martino di Castelnovo. Vedi Martino (San) (Vische). Furono anche detti Cagnoni (di Vische) e Rossi (di Favria).
Il ramo che divenne Monferrino, passò in Bianzè e poi in Casale dove salirono agli onori supremi, ebbero cappella e tomba in S. Francesco e murarono uno splendido palazzo, poi Grisella, poi Massel.
I maschi si spensero nel 1639. L’eredità nobiliare fu raccolta dai Tarachia e, per essi, dai Natta e dai Floremont.
Furono ammessi come quarto nelle prove di M. Avogadro (1655).
Le notizie antiche sono incerte e disagregate, donde poca sicurezza nella genealogia.

Giacomo, di Guiscardo (?). Commissario Vercellese in Chivasso (1232).

Giacomo, da Bianzè. Interviene al Parlamento Monferrino (1319) e, probabilmente, senza essere suddito.
Testo completo della scheda storica
Estinti
Da Vercelli, in Brianzè e Casale.
Marchesi di Cerro, Baldesco e Fubine, conti di Villanova (Monferrato), signori di Terruggia.
Compariscono, antichissimi, nel Vercellese, facendo parte coi Ghibellini. Un ramo ebbe signoria su Vische e si confuse coi San Martino, dopo il matrimonio di Bertoldo (1390) con Caterina San Martino di Castelnovo. Vedi Martino (San) (Vische). Furono anche detti Cagnoni (di Vische) e Rossi (di Favria).
Il ramo che divenne Monferrino, passò in Bianzè e poi in Casale dove salirono agli onori supremi, ebbero cappella e tomba in S. Francesco e murarono uno splendido palazzo, poi Grisella, poi Massel.
I maschi si spensero nel 1639. L’eredità nobiliare fu raccolta dai Tarachia e, per essi, dai Natta e dai Floremont.
Furono ammessi come quarto nelle prove di M. Avogadro (1655).
Le notizie antiche sono incerte e disagregate, donde poca sicurezza nella genealogia.

Giacomo, di Guiscardo (?). Commissario Vercellese in Chivasso (1232).

Giacomo, da Bianzè. Interviene al Parlamento Monferrino (1319) e, probabilmente, senza essere suddito.
Troncato di rosso e d’argento al leone dall’uno all’altro che inquartarono con un bandato di rosso e d’argento e sostituirono anche coll’arma pura dei San Martino.

Persone collegate 6

Collegamenti concordanti per identificativo univoco e denominazione familiare. Le generazioni sono quelle registrate nella fonte.