La famiglia nella fonte
- Origine e dimora
- Da Vercelli, oriundi di Bioglio
- Arma
- Inquarto di Mella che è d’azzurro al vaso d’oro colla pianticella di verde in esso nodrita, accompagnata da tre api d’oro, male ordinate, volanti verso la punta; e di Arborio che è di azzurro al decusse d’argento, ancorato, accantonato da quattro gigli d’oro.
Il ramo primogenito, che succedette agli Amico nel titolo di conte di Castellalfero, porta: inquartato, al 1° e 4° di Mella; al 2° di arborio; al 3° di Amico che è: d’argento a tre uccelli di nero, col capo d’azzurro, carico di un anello di fede, d’oro, cioè figuranti due mani intrecciate. Motto: USQUE. AD. CINERES. Regie patenti 1895. - Trascrizione
- Da Vercelli, oriundi di Bioglio.
Vennero da Bioglio, dove si trova cenno di
Bartolomeo, testò (Bioglio, 1483, 13 luglio). Investito dal delegato in Biella, del Vescovo di Verxcelli (1433) di una pezza di terra.
1 - Domenico
2 - Antonio
3 - Carlotta
4 - Giacobina
Pietro, curato di S. Donato a Vercelli (1570).
Vennero a Vercelli, per ragioni di commerci, nella metà del secolo 16° ed è notevolissimo, per accertarne la condizione, che nel 1624 già consegnavano l’arma: nel 1643 Carlo Agostino veniva ammesso nel Decurionato e il di lui figlio decorato del titolo comitale. Costruì, colla discendenza, fu aggregato all’insigne famiglia Arborio donde il nome Mella Arborio, da non molto tempo, e poco felicemente, mutato in Arborio Mella.
Ebbi a mano le notizie sulla famiglia Mella detta dal Conte Carlo Emanuele e proseguite dal Cavaliere Federico.
Testo completo della scheda storica
Da Vercelli, oriundi di Bioglio.
Vennero da Bioglio, dove si trova cenno di
Bartolomeo, testò (Bioglio, 1483, 13 luglio). Investito dal delegato in Biella, del Vescovo di Verxcelli (1433) di una pezza di terra.
1 - Domenico
2 - Antonio
3 - Carlotta
4 - Giacobina
Pietro, curato di S. Donato a Vercelli (1570).
Vennero a Vercelli, per ragioni di commerci, nella metà del secolo 16° ed è notevolissimo, per accertarne la condizione, che nel 1624 già consegnavano l’arma: nel 1643 Carlo Agostino veniva ammesso nel Decurionato e il di lui figlio decorato del titolo comitale. Costruì, colla discendenza, fu aggregato all’insigne famiglia Arborio donde il nome Mella Arborio, da non molto tempo, e poco felicemente, mutato in Arborio Mella.
Ebbi a mano le notizie sulla famiglia Mella detta dal Conte Carlo Emanuele e proseguite dal Cavaliere Federico.
Inquarto di Mella che è d’azzurro al vaso d’oro colla pianticella di verde in esso nodrita, accompagnata da tre api d’oro, male ordinate, volanti verso la punta; e di Arborio che è di azzurro al decusse d’argento, ancorato, accantonato da quattro gigli d’oro.
Il ramo primogenito, che succedette agli Amico nel titolo di conte di Castellalfero, porta: inquartato, al 1° e 4° di Mella; al 2° di arborio; al 3° di Amico che è: d’argento a tre uccelli di nero, col capo d’azzurro, carico di un anello di fede, d’oro, cioè figuranti due mani intrecciate. Motto: USQUE. AD. CINERES. Regie patenti 1895.
Vennero da Bioglio, dove si trova cenno di
Bartolomeo, testò (Bioglio, 1483, 13 luglio). Investito dal delegato in Biella, del Vescovo di Verxcelli (1433) di una pezza di terra.
1 - Domenico
2 - Antonio
3 - Carlotta
4 - Giacobina
Pietro, curato di S. Donato a Vercelli (1570).
Vennero a Vercelli, per ragioni di commerci, nella metà del secolo 16° ed è notevolissimo, per accertarne la condizione, che nel 1624 già consegnavano l’arma: nel 1643 Carlo Agostino veniva ammesso nel Decurionato e il di lui figlio decorato del titolo comitale. Costruì, colla discendenza, fu aggregato all’insigne famiglia Arborio donde il nome Mella Arborio, da non molto tempo, e poco felicemente, mutato in Arborio Mella.
Ebbi a mano le notizie sulla famiglia Mella detta dal Conte Carlo Emanuele e proseguite dal Cavaliere Federico.
Inquarto di Mella che è d’azzurro al vaso d’oro colla pianticella di verde in esso nodrita, accompagnata da tre api d’oro, male ordinate, volanti verso la punta; e di Arborio che è di azzurro al decusse d’argento, ancorato, accantonato da quattro gigli d’oro.
Il ramo primogenito, che succedette agli Amico nel titolo di conte di Castellalfero, porta: inquartato, al 1° e 4° di Mella; al 2° di arborio; al 3° di Amico che è: d’argento a tre uccelli di nero, col capo d’azzurro, carico di un anello di fede, d’oro, cioè figuranti due mani intrecciate. Motto: USQUE. AD. CINERES. Regie patenti 1895.
VIVANT