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Le armi gentilizie piemontesi illustrate
Premessa

Dopo la pubblicazione del volume a stampa "Le Armi Gentilizie piemontesi da Il Patriziato Subalpino di Antonio Manno" (Edizioni VIVANT, Torino, 2000), facente parte del più ampio "Progetto Manno" che vede nel sito Internet dell'Associazione (una ampia presenza, da più parti si è sentita la necessità di completare detta pubblicazione con un corredo fotografico che rendesse l'opera di più facile e immediata fruizione.

La struttura della pubblicazione

Compiere una raccolta di stemmi illustrati è cosa assai facile se si seguono due strade:
- la prima è quella che di basarsi su uno stemmario illustrato già esistente. Si tratta allora semplicemente di un'opera di editoria, che può giocare su varianti quali la fedeltà delle riproduzione, la bellezza della carta, l'importanza delle rilegature; nessun "valore aggiunto" da parte dell'editore. Questa strada è quella seguita, ad esempio, dall'editore Nicolò Orsini De Marzo di Milano, che nel maggio 2000, a cura di Carlo Maspoli, ha editato lo Stemmario Trivulziano: riproducendo quanto conservato presso la Biblioteca Trivulziana del Comune di Milano, aggiungendovi, lavoro non da poco, le blasonature dei duemila stemmi, qualche se pur succintissima annotazione araldica,oltre ai saggi introduttivi. Tutta opera del Maspoli: il cui operato deve essere difeso.
- La seconda è quella di disegnare ex novo ogni stemma, basandosi semplicemente sulla blasonatura, nel nostro caso quella definita dal Manno alla fine del secolo scorso. E' il sistema usato, ad esempio, dall'editore Giulio Bolaffi di Torino, che nel 1993, nella collana di Zoosociologia (!) ha editato il volume "Interviste nel passato".
VIVANT vuole percorre una terza strada, che fornisca un vero valore aggiunto in quanto conservazione di memorie storiche. Vuole infatti illustrare ogni stemma rifacendosi ad illustrazioni reperibili in antiche pergamene, sigilli, documenti, ma anche negli stemmi scolpiti sui portoni dei palazzi, nelle chiese, dipinti su quadri e mobili, ricamati su portiere ed arazzi, ecc.
Un'opera importante per la memoria degli oggetti fotografati e per la verifica, sotto un profilo scientifico, della validità delle blasonature, che non sempre corrispondono allo stemma che dalle famiglie venivano usati.

Le fonti

Come accennato le fonti risultano essere pressoché infinite e tanto più difficili in quanto non facenti parete di un corpo organico e precostituito. I ricercatori VIVANT avranno modo di spaziare ampiamente, attingendo alle conoscenze di documenti conservati in archivi sia pubblici, sia privati, di testimonianze araldiche conservate in ville e castelli non aperti al pubblico, di affreschi di chiese scarsamente frequentate, ecc.

La stampa

Accanto all'indubbio valore scientifico che un'opera di tal genere verrebbe ad assumere, si pensa ad una veste tipografica che ne faccia un'ambita strenna natalizia: può così diventare un volume che, grazie alla sua ricca ed originale iconografia, risulti veramente gradito ai destinatari che conserveranno dell'omaggio e dell'omaggiante un gradito ricordo da tenere ben in vista nella libreria di casa o dell'ufficio.

I tempi

Si prevede che siano necessari 6 - 7 mesi per le riprese fotografiche, 2 - 3 mesi per la redazione del testo e 2- 3 mesi per la stampa, per un totale di circa 10 mesi (alcune operazioni potranno avvenire in contemporanea.